La forma del ponte

Abbiamo un sogno: andare da qui a lì e ottenere ciò che desideriamo, ma se non sappiamo riconoscere come tali gli elementi del percorso, corriamo il rischio di rinunciare

Ed è proprio quello che, purtroppo ci siamo ritrovati a fare tante, troppe volte, l’abbiamo chiamato fallimento, rinuncia, non si può fare, non è possibile, è utopia, follia, pazzia…

La vera follia è rinunciare ai nostri sogni, ai nostri progetti, il vero fallimento è arrenderci soprattutto quando le difficoltà sono solamente lo stato apparente delle cose.

Cosa significa “APPARENTE”

Bisogna innanzitutto fare una distinzione tra i nostri desideri reali che risiedono per esempio nella nostra coscienza, nella nostra sfera emotiva, nelle nostre abilità, nel talento, nell’ingegno e più generalmente nelle nostre qualità che caratterizzano e individuano la nostra particolarità. Diverso quando i desideri sono imposti da un modello sociale che non necessariamente ci appartiene ma è talmente diffuso da giungere a condizionare e deformare la percezione stessa dei nostri desideri. Ecco che l’energia “non cosciente” può spingere a rincorrere un falso mito di successo, ricchezza, carriera dipinto fuori di noi ma assente dentro di noi. Può sembrare paradossale, ma è un inganno molto sottile, difficile da percepire. Questa è un’ottima ragione per cui la nostra parte cosciente riesca a prevaricare e sabotare questo protocollo e indurci alla rinuncia. La tenacia, la perseveranza, l’ostinazione possono indurci a proseguire in questa direzione anche perchè tendenzialmente il falso mito spesso si alimenta proprio di questo e induce ad uno sforzo maggiore con la minaccia del fallimento sociale. Ma il cammino della vita non è come il podio olimpico, dove vengono premiati con un tondino di metallo colorato atleti che hanno dedicato tutto se stessi pur di metterselo al collo.

Ci sono valori, princìpi e sentimenti che forse vanno in un’altra direzione, ecco perchè in molti casi non siamo disposti ad alcuni compromessi pur di raggiungere lo scopo, non siamo disposti a scavalcare, sgomitare, prevalere, rivaleggiare, la nostra coscienza si oppone e la resistenza inibisce i risultati previsti, sembra che non ci sia una via di uscita, un’altra strada. In questi casi il vero successo è proprio la rinuncia. Il consenso materiale, sociale o quantitativo potrebbe rivelarsi il vero fallimento della nostra coscienza. Non sempre è cosi’, ma questo è solo un indizio, un segnale, qualcosa da osservare per vedere oltre, dentro e non fuori di noi e qui le risposte possono essere molto semplici, limpide e chiare.

Ora facciamo una seconda osservazione, più avanzata: quando siamo realmente orientati verso i nostri progetti e desideri più autentici faremo certamente fatica, affronteremo difficoltà, ci troveremo spesso a renderci conto che potremo non farcela, ci sono ostacoli e imprevisti e il tempo scorre, i risultati non corrispondono al nostro impegno. Magari siamo controtendenza, spinti e alimentati da una grande lucidità interiore che non trova riscontro nei modelli tradizionali, ma siamo allineati ed è questa la nostra grande forza.

Ora immaginiamo di andare da qui a lì, come se dovessimo attraversare un fiume, giungere sulla sponda opposta per raccogliere il frutto coltivato nel nostro cuore: ecco, c’è un ponte, dobbiamo semplicemente attraversarlo.

Troppo spesso avviene che proprio mentre siamo sul ponte non ci rendiamo conto di tutto questo.

Perchè?

  • Perchè è diverso da come ce lo aspettavamo.
  • Perchè i modelli sociali dipingono forme e quindi una mappa di pensiero diverso da come le cose, poi, avvengono.
  • Ci aspettavamo un tappeto rosso, una scala dorata, un grande veliero, un’astronave…

Non ha importanza come dipingevamo quel tramite tra noi e i nostri sogni. Importante è solamente riconoscerlo, vederlo, sentire che stiamo andando esattamente lì dove loro vivono e magari quella difficoltà che stiamo affrontando è esattamente il primo pilone del cavalcavia da attraversare. Ce ne saranno altri di piloni? Può essere.

Più autentici sono i sogni e più grandi saranno i ponti da attraversare. Difficoltà autentiche, sia chiaro… Per giungere ad un sogno autentico.

Lo abbiamo chiamato utopia, follia, pazzia… e se fosse MAGIA?

scritto da Paolo Goglio

 

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