NEVICATA

Brevi notti sopra cornicioni imbiancati,
trascorrono le ore, si dividono
fiocchi di neve e scultori;
un libro, mimico, con parole scritte in nero
sopra pagine ingiallite da soffusi lampioni
risuonano gli echi sotto l’arco d’un violino,
liturgico, un campanile di memoria
in un’ora assottigliata dall’istante.
Imperversano venti e scorribande, vie
intasate guarnite d’inverno
ai bordi delle strade un biglietto, di vetro
una bottiglia, una pergamena
la sua musica dolce innamorata della sera.
 
 
FABIO STRINATI
NEVICATA
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